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Reduce da un keynote testuale (macrumors.com) ecco che la delusione regna sovrana.
A parte che si aspettava un minimo di aggiornamento sui macbook pro, dato che sono cosi’ da quanto, quattro anni??
Niente, quelli rimangono tali e quali..e avanti cosi’.
Cosa faccio? aspetto ancora? aspettiamo, mi dicono “la settimana prossima presentano anche i nuovi macbook pro”..si, certo, come no, ma okkei aspettiamo anche la prossima settimana.
Tutto ’sto casino per cosa, per presentare il macbook air
(chissa’ quanto tardera’ la NIKE per far causa alla APPLE sull’utilizzo della parola AIR), okkei, un portatile sottilissimo, leggerissimo e purissimo, dato che e’ in alluminio e Steve s’e’ fatto una bella tirata su tutto quello di non inquinante che c’e’ dentro…e blablabla.
E ok, 1 porta usb (dato che le porte usb non bastano mai), 1 connettore per le cuffiette e un’uscita video, ah, una porta magsafe per alimentarlo, nuovo pad multitouch in stile iPhone e okkei, avanti cosi’…e blablabla > save as > documento.txt > OKKEI
Se c’e’ una cosa che proprio non reggo della APPLE e’ il cambio DOLLARO/RESTO DEL MONDO che applica.
Se l’inventano sul momento, il piu’ delle volte applicano l’ 1:1 cioe’ 1$ = 1€, quando in realta’ 1$ = 0,671€…ma vaffanculova’ andiamo avanti.
Il nuovo MACBOOK AIR sull’apple store americano viene 1799$, fatta una botta di conti, al cambio attuale, su quello italiano dovrebbe stare a 1207€, ma ok, il cambio puo’ oscillare, cosa facciamo? mettiamo un po’ di tolleranza? quanto? facciamo 1300 euro?
No, sull’apple store italiano prezza 1699€ > WHAT?
1699€ = 2533$, non 1799$ 734$ di differenza = 492€
Qualcuno una volta mi disse “la apple mette un 20% in piu’ rispetto al prezzo americano per via delle TASSE di importazione…ok, il 20% di 1799$ fa 360$, non 734$.
Tutto sommato non me ne puo’ fregaddemeno, pero’ fanculo non e’ giusto, non sono usciti neanche i nuovi macbook pro, ma vergognatevi!
Vado a comprarmi un VAIO e lo brucio.
Ma il punto non e’ qui, non e’ nel cambio, avrei speso anche in un cambio 1:1 se solo avessero presentato qualcosa che non fosse la solita minestra riscaldata, se solo non fosse qualcosa che ci si trascina dietro dal 1984, se solo non fosse una cagata di remake di questa roba qua:
Ciclicamente mi prendo bene per Beck, sto giro ho pure trovato questo piccolo capolavoro firmato da Michel Gondry, il pezzo e’ figo, c’e’ da dire che Beck si e’ un po’ fermato nella sperimentazione, ma ha cmq stile davendere:
parliamo male dell’America.
La fonte di luce é il caro bro’ Morula, se una battito d’ali di farfalla a NY puo’ scatenare un tifone a Tokyo, una semplice domanda: “lol ma lotti fa il caffè tedesco?”
E io ci sono cascato tutto intero, perchè io lo so, Morula fa le domande trabocchetto, SEMPRE, ho risposto: “americano”
Morula: “beh tedesco quindi, gli americani non hanno inventato un cazzo.
l’hot dog è un wurstel, l’hamburger si chiama così perché viene da Amburgo ed è bizzarro che molta gente non lo sappia e pensi che venga da “ham”.
la jeep è un acronimo.
niente è americano tranne il capitalismo arrogante e giovanile e tranne l’invenzione della bomba atomica e del computer.
cmq jeep è la traduzione onomatopeica dell’acronimo GP che vuol dire General Purpose, la jeep era un military general purpose vehicle
gp = jee p
e ora è un suv per fighetti
cmq resta sempre un acronimo del cazzo.
l’hot dog invece siccome era di wurstel rosa e certe parti di coloni europei in usa non capiva cosa fosse, nel 1700 accusarono i “salsicciari” di usare carne di cane per fare quei wurstel, da qui hot dog, pensa che cultura di merda quella americana, non pensano a un cazzo, non hanno radici, solo violenza, per questo non pensano a un cazzo e sono più liberi di fare cazzate senza rimorsi, e per questo inventano cose come il computer, ma anche la bomba atomica e il fast food, una vera cultura estrema.
l’hot dog era chiamato frankfurter, cmq gli abitanti di amburgo sono chiamati hamburger, quindi il cibo prevalente americano viene:
1) da amburgo
2) da francoforte
tu dimmi che cultura c’è in USA di autoctona, un cazzo.”
Questo e’ quello che disse Stanley Kubrick a sua figlia sul finire delle riprese di Shining, mi pare, mentre Spielberg cominciava la trilo/quadrilogia degli Indiana Jones.
Non c’e’ che dire, io mi trovo soprattutto d’accordo con Stanley, Spielberg non mi ha mai incantato, a mio avviso e’ un manierista, abile nell’uso della cinepresa, ma questo non fa di lui un genio.
Secondo me (e sono totalmente discutibile) i suoi film sono troppo patinati, perfettini, con tutte le lucine a posto.
Della sua produzione salvo solo la prima scena de “salvate il soldato Ryan” con lo sbarco in normandia, il resto e’ tutto un manuale sulla confezione del film tecnicamente perfetto, dalla struttura della trama alla struttura della pettinatura del protagonista, con l’aggravante del “TROPPO LUNGO”.
Ora Spielberg, non essendo pago della sua carriera da regista osannato da tutto il mondo, ha deciso di mettere il suo genio al servizio dei videogiocatori, ed eccolo che se ne esce con la genialata delle genialate: UN PUZZLE GAME A BLOCCHI.
Furbetto dei furbetti, dato che tutta la sua vita e produzione e’ volta al “FARE SOLDI” piu’ che all’aver qualcosa da dire, avra’ sicuramente pensato “cosa vende sicuramente?…tetris e’ un sempreverde…okkei, facciamo un puzzle game”.
Da Repubblica.it: “Sono un videogiocatore, e lo sviluppo di videogiochi mi ha sempre intrigato. Adesso, finalmente, ho potuto realizzare, con la collaborazione dell’Electronic Arts, due giochi incredibili. Unici”. Il titolo, previsto come esclusiva per Nintendo Wii, si chiamerà semplicemente Blocks…
A parte che sentire Spielberg dire “sono un videogiocatore” mi risulta come l’aver sentito l’altro giorno un frate cappuccino dire di essere metallato e aver costretto il pubblico di un concerto a urlare “VIVA METAL”, Spielberg ha chiamato il suo primo gioco BLOCKS, cazzo, un genio assoluto anche nella scelta del nome, un nome indimenticabile, geniale quasi come chiamare il gatto MICIO o MICIA.
Pensiamo alla casalinga che andra’ nel negozio di videogiochi “vorrei quel gioco con tutti i blocchi(*)…come si chiama…non mi viene…si dai, quello con i blocchi(*) che ha fatto Spielberg…”
(* blocchi = blocks in inglese)
Steven incalza: “Sarà un ottimo gioco per la famiglia per giocare tutti insieme a Natale. Semplice, in modo da essere accessibile anche ai nonni”.
Fortunatamente chi capisce di giochi ha gia’ sentenziato: “E’ un gioco limitato”.
Si, speriamo che lo limitino al mercato USA, sarebbe l’unico pregio.
Spielberg e’ veramente un coglione. FONTE
Erano gli anni 80, anni di merda, anni che ricordo con angoscia e nausea, anni fluorescenti che da un po’ di tempo a questa parte cercano di rivalutarci.
Cazzate, i golfini in cotone appoggiati alle spalle d’estare con le maniche rimboccate sullo stomaco > MERDA
I calzini gialli fluorescenti > MERDA
Gli yuppies > MERDA
Il 90% dei gruppi pop di quegli anni e tutta la loro discografia > MERDA (fortuna che io ascoltavo acid house)
Insomma, non mi pare ci sia niente di salvabile in quella decade di inutilita’ e frustrazione.
Frustrazione soprattutto per essere riuscito solo ed esclusivamente a risolvere al massimo 1 faccia del cubo di Rubik, due, quando avevo culo e se ne risolveva magicamente una a mia totale insaputa.
Poi ci penso, vedo queste cose e mi rassicuro, fortuna che non sono mai riuscito a finirlo, avrei potuto diventare cosi’: